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lunedì 19 Agosto 2019
Anche la Triassi di Sergnano investita dalla bomba d’aria
Gianpietro Triassi nel suo magazzino
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Giusto il tempo di scendere dall’auto, inseguito dalla tempesta in arrivo, entrare in ufficio e, un attimo dopo, scoprire che cosa significa la parola spavento. È quanto accaduto a Gianpietro Triassi, fabbro di Sergnano, lo scorso 7 agosto: «Ho aperto la porta interna, che dà sul magazzino, ma appena ho visto quello che stava succedendo, sono corso subito indietro», ci racconta il diretto interessato. «Il vento era di una potenza tale che ha sollevato parte del tetto,  l’ha spazzato via. Pioveva all’interno, su tutto il materiale che è depositato lì. Non ho nemmeno provato a mettermi a sistemare: sono tornato in ufficio e ci sono restato, perché mi sembrava che la situazione fosse più tranquilla». In realtà, poi, si sarebbe allagato anche quel locale ma nulla di grave; il danno più consistente lo ha subito proprio il magazzino.

30mila euro di danni non coperti dall’assicurazione

Qualche giorno fa, avevamo raccontato la storia dell’azienda suinicola La Fattoria, di Ripalta Cremasca, ma la “bomba d’aria”, anche nota come downburst, che l’ha colpita nei primi giorni di agosto, ha imperversato con una particolare furia anche in altri centri del Cremasco, in particolare proprio a Sergnano. La Triassi Snc –  Costruzioni e riparazioni metalliche è gestita dai due fratelli Gianpietro e Prodigio; il 7 agosto, quando si è verificato il mini uragano, avevano appena finito di pagare un mutuo ventennale sul loro capannone ma non è tutto: «Purtroppo», sottolinea sconsolato Gianpietro, «abbiamo constatato che solo il materiale contenuto nel magazzino è coperto da assicurazione. Per quanto riguarda il tetto, niente da fare: solo in caso di incendio o esplosione; stiamo parlando di 30mila euro di danni». Una disattenzione la sua, che rivela però quanto poco tempo abbia un artigiano per badare a ogni suo interesse, preso com’è da un’attività che raramente concede un po’ di riposo.

Bressanelli, presidente Libera Artigiani: «Le aziende non siano lasciate sole»

È anche vero che la causa di questo danno è stata un fenomeno eccezionale, inconsueto per il nostro territorio. «Abbiamo presentato la documentazione in Comune, perché la Regione possa chiedere a Roma lo stato di emergenza. Non so se riusciremo a ottenere qualcosa, ma è in momenti come questo che a un imprenditore farebbe piacere che lo Stato gli fosse vicino. Non siamo gli unici a essere stati colpiti da questo fenomeno atmosferico, certo, ma contribuiamo molto in termini di tasse e confesso che spesso ci sentiamo lasciati un po’ soli». Parole le sue, che sottoscrive anche Marco Bressanelli, presidente della Libera Associazione Artigiani di Crema, a cui la Triassi è associata. «Giusto che si corra ai ripari, se immobili pubblici sono stati danneggiati, ma non dimentichiamoci ancora una volta degli imprenditori, perché ribadisco quanto ho già avuto modo di osservare da tempo: se le aziende smettono di funzionare, si ferma anche il lavoro. Perciò, nei loro confronti, ci vuole uno sforzo di attenzione in più».

LE FOTO
  • Gli attrezzi danneggiati
  • Il pavimento allagato
  • La pioggia attraverso il foro nel soffitto
Gionata Agisti
Di Gionata Agisti
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