PRIMO PIANO
venerdì 3 Gennaio 2020
«Alle imprese la legge di Bilancio costerà 5 miliardi»
Duro il commento di Marco Bressanelli, presidente della Libera Artigiani di Crema, nei confronti della legge di Bilancio 2020. «Lo Stato ha scelto di tornare assistenzialista»
Marco Bressanelli, presidente della Libera Artigiani di Crema

L’ultima legge di Bilancio non convince il presidente della Libera Associazione Artigiani di Crema, Marco Bressanelli. «A giudicare nel suo complesso, l’ultima manovra finanziaria costerà alle imprese 5 miliardi di euro in più, rispetto all’anno precedente. Per la precisione, 3 miliardi per le imprese produttive e 2 per gli istituti di credito e le altre imprese finanziarie, ma è evidente che in quest’ultimo caso l’aggravio verrà scaricato anche sulle imprese del primo tipo. Di conseguenza, che dire? Siamo stanchi di parole, di fatto la realtà ci dice che di aiuti per le aziende non ce ne sono».

Per le imprese l’unica continuità è una pressione fiscale elevata

Il presidente della Libera Artigiani è molto critico anche verso le complicazioni burocratiche che la legge di Bilancio prevede. «Ricordo bene quando l’anno scorso venne presentata la fatturazione elettronica. Allora ci dissero che “in cambio” sarebbero stati eliminati gli Studi di settore, ma non aggiunsero che li avrebbero sostituiti con gli Indici di affidabilità, che nonostante il loro nome hanno già dimostrato di avere qualche falla di troppo. Sono anni che chiediamo continuità nelle normative, perché senza una qualche certezza come si può investire e quindi rilanciare sviluppo e occupazione? E, invece, l’unica continuità che riusciamo a ottenere è relativa alla pressione fiscale, che lungi dal calare aumenta ulteriormente, gravando su quanti fanno già il loro dovere; a questo sembra ridursi la lotta all’evasione fiscale».

 Non si parla più di spending review e lo Stato torna ad assumere

«Può sembrare assurdo ma, di fronte alla semplificazione chiesta dalle aziende, l’unica a vedersi accontentata è stata la pubblica amministrazione, ancora una volta a danno delle categorie produttive. Per di più, è notizia di questi giorni che nel corso dell’anno lo Stato assumerà altre 60mila persone. Ma che fine hanno fatto tutti i discorsi relativi alla spending review e al taglio della spesa pubblica improduttiva? Non solo: per quanto riguarda la lotta al riciclaggio, alle imprese è chiesto praticamente di sostituire la Guardia di Finanza nella sua attività di controllo. Di fatto, lo Stato sta delegando sempre più compiti agli imprenditori che, di contro, non ricevono alcun tipo di riconoscimento. Purtroppo, non c’è attenzione al mondo produttivo. Basti considerare che al Governo ci sono solo due ministri del Nord Italia. Non è questione di campanilismo, ma di semplice buon senso: la locomotiva economica del nostro Paese risiede nel Settentrione e, se quest’ultimo non viene adeguatamente rappresentato, ognuno può trarre le sue conseguenze: l’attenzione al mondo produttivo non esiste. Lo Stato ha scelto di tornare assistenzialista».

 

Redazione Mondo Business
RICHIEDI
LA TUA COPIA
GRATUITA
RICEVILA ADESSO