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venerdì 21 Agosto 2020
Ad agosto la ripresa economica perde slancio
Battuta d'arresto per la crescita post-covid, rispetto al mese di luglio. La minore espansione complessiva è dovuta esclusivamente alla debolezza del settore terziario, mentre è stata rilevata un’accelerazione della crescita della produzione manifatturiera. Nel frattempo, le aziende dell’area euro hanno continuato a ridurre la forza lavoro

Ad agosto, secondo i dati previsionali del sondaggio Pmi Ihs Markit, il principale indicatore economico mondiale, la crescita in tutto il settore privato dell’eurozona ha evidenziato una perdita di slancio della ripresa seguita alla recessione dovuta al Covid-19. Sia l’attività commerciale che le nuove commesse sono cresciute modestamente e a un ritmo più lento rispetto a luglio. La minore espansione complessiva è dovuta esclusivamente alla debolezza del settore terziario, mentre è stata rilevata un’accelerazione della crescita della produzione manifatturiera. Nel frattempo, le aziende dell’area euro hanno continuato a ridurre la forza lavoro. L’indice di agosto ha registrato infatti un valore 51.6, in calo rispetto al 54.9 rilevato a luglio, indicando un rallentamento del ritmo di crescita della produzione.

Le aziende continuano a ridurre il personale

La crescita totale delle nuove attività è stata compromessa da un calo delle nuove commesse di esportazione, incluso il traffico all’interno dell’eurozona, a sua volta determinato da una forte diminuzione delle nuove attività presso i fornitori di servizi all’estero, dato che in diversi Paesi sono state ripristinate le limitazioni di viaggio a seguito dell’aumento dei casi di Covid-19. Poiché la domanda è rimasta debole e la fiducia delle imprese, riguardo alle prospettive commerciali future, si è attenuata rispetto al mese di luglio, le aziende dell’eurozona hanno continuato a ridurre i loro livelli di personale. L’occupazione è così diminuita per il sesto mese consecutivo, anche se il volume dei tagli di personale si è ulteriormente ridimensionato rispetto ai risultati record dell’indagine di aprile. La riduzione del personale è stata evidente in entrambi i settori, in particolare nel manifatturiero.

Solo in Germania la crescita rimane solida

Per quanto riguarda i singoli Paesi, la crescita in Germania è rimasta solida, facendo registrare solo un modesto rallentamento rispetto a luglio. I continui miglioramenti della domanda hanno contribuito a promuovere da parte delle imprese una maggiore fiducia che ha raggiunto il massimo livello degli ultimi due anni. Detto questo, anche le aziende tedesche hanno continuato a ridurre i loro livelli di personale. Nel frattempo, in Francia la crescita ha subito una perdita di slancio, dopo la forte ripresa del mese precedente. Sono stati registrati lievi aumenti in termini di produzione e nuove commesse, mentre le nuove esportazioni sono diminuite. Quanto ai tagli ai posti di lavoro, hanno registrato una lieve accelerazione. Mentre, ad agosto, le due maggiori economie dell’eurozona hanno fatto registrare una crescita, negli altri Paesi la produzione è diminuita.

L’eurozona si trova a un bivio

«La ripresa dell’eurozona, ad agosto, ha perso slancio, sottolineando la debolezza intrinseca della domanda causata dalla pandemia da Covid-19», ha dichiarato Andrew Harker, economist director di Ihs Markit. «La ripresa è stata compromessa dall’aumento dei nuovi casi di infezione da coronavirus in varie zone dell’area euro, e al ripristino di restrizioni più rigide, con il conseguente impatto particolarmente patito dalle imprese del terziario. L’eurozona si trova a un bivio, con la crescita destinata a riprendersi nei prossimi mesi o a continuare a vacillare dopo la ripresa iniziale post-restrizioni. Quale sarà il percorso intrapreso dipenderà probabilmente dalla capacità di bloccare la pandemia da Covid-19 e dalla fiducia delle imprese e dei loro clienti, necessaria per sostenere la crescita».

Redazione Mondo Business
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