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mercoledì 9 Dicembre 2020
«Abbiamo ampliato il mercato e puntiamo all’estero»
Barbara Cattivelli, titolare dell’azienda tessile Cattivelli Group, di Isola Dovarese, si dice preoccupata per i prossimi mesi ma è altrettanto determinata a rilanciare la propria attività

Barbara Cattivelli utilizza due termini per descrivere la situazione attuale, tanto drastici quanto rivelatori dello stato d’animo delle imprese più colpite in questo periodo di emergenza: pessima e fallimento. L’imprenditrice cremonese si riferisce ovviamente alla situazione attuale e punta il dito contro le scelte compiute fin qui a livello governativo, precisando comunque che la sua non è una critica dettata da ragioni politiche, ma il punto di vista di un’imprenditrice che ha toccato con mano gli effetti di quella che definisce un’azione priva di consapevolezza e di preparazione sufficiente.

Le regole mutevoli da parte dello Stato

«Durante la prima ondata siamo rimasti aperti, perché abbiamo riconvertito la produzione e iniziato a realizzare mascherine, ma abbiamo sperimentato cosa vuol dire dipendere da uno Stato che cambia le decisioni in corso d’opera. Abbiamo avuto clienti che, dopo averci commissionato un quantitativo entro una certa data, scoprivano da un giorno all’altro che il Governo aveva posticipato o addirittura anticipato i termini per la riapertura».

Fisco, burocrazia e costo del lavoro: qual è secondo lei la riforma prioritaria per il nostro Paese?

«Siamo un’azienda che lavora principalmente per conto terzi, quindi le nostre spese sono legate soprattutto al personale. Pertanto, direi che la riforma di cui abbiamo più bisogno è proprio quella del costo del lavoro. D’altronde, su questo aspetto, l’Italia è uno dei Paesi più svantaggiati e questo va anche a scapito dei dipendenti, il cui netto in busta paga finisce per essere basso».

A questo proposito, sta pensando di intervenire sul personale per far fronte alla crisi?

«Sì, intendo ridurre il numero dei miei dipendenti. Al momento sono otto, ma credo proprio che dovrò fare a meno di due di loro».

Avete fatto ricorso a finanziamenti o a moratorie in questi ultimi mesi?

«Sì, come azienda abbiamo richiesto un nuovo finanziamento, ma mi hanno detto che occorre aspettare novanta giorni prima di ottenerlo. Finora non avevamo mai dovuto aspettare così tanto. Abbiamo deciso di investire nell’e-commerce, attraverso un sito internet, e inoltre abbiamo ampliato il nostro mercato, acquistando macchinari per la lavorazione della pelle, pensando che fosse il modo migliore per reagire alla situazione. Infatti, mentre prima realizzavamo solo confezioni per altre aziende, ultimamente abbiamo sviluppato un nostro brand e avviato una produzione nostra. Abbiamo in programma di espanderci anche all’estero».

Redazione Mondo Business
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