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martedì 27 Ottobre 2020
24mila imprese in più nel terzo trimestre
Grazie al superbonus, che stimola la nascita di imprese edili (+4.971 tra luglio e settembre scorsi), il sistema imprenditoriale italiano tiene le posizioni. E’ quanto emerge dai dati di Unioncamere- InfoCamere sulla dinamica delle imprese italiane

Le risorse per l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare sembrano avere inciso sulla vitalità di un settore cruciale come quello delle costruzioni che, tra luglio e settembre, si segnala per un incremento dello 0,6% su base trimestrale, il doppio rispetto allo stesso periodo del 2019 (+4.971 imprese tra luglio e settembre scorsi). Per i tre quarti (3.691 imprese) questa crescita si deve alle piccole realtà individuali, agli specialisti nelle attività di impiantistica e di finitura degli edifici e ai posatori di infissi.

Il trimestre estivo sembra segnare un ritorno alla normalità

Nel complesso, rispetto alla fine di giugno, il bilancio fra le imprese nate (66.355) e quelle che hanno cessato l’attività (42.849) nel terzo trimestre dell’anno si è chiuso con un saldo attivo di 23.506 unità, che ha portato la consistenza del sistema imprenditoriale italiano a toccare, alla fine di settembre, i 6 milioni e 82.297 imprese registrate. Rispetto ai primi due trimestri del 2020, in cui il flusso delle nuove aperture e delle chiusure era stato profondamente segnato dall’emergenza sanitaria, il trimestre estivo sembra segnare un ritorno alla normalità sul fronte dell’apertura di nuove imprese (66.355, in linea con le 66.823 di luglio-settembre 2019), mentre permane una forte “dissonanza” delle chiusure (42.859, contro le 52.975 dello stesso periodo del 2019). Un segnale, forse, del diffuso atteggiamento di molti operatori, in attesa probabilmente che si chiariscano le prospettive legate all’impiego delle risorse del Recovery Fund.

Si registrano variazioni positive in tutti i settori

Va segnalato come il trimestre estivo registri variazioni positive in tutti i settori di attività. Nell’ordine, i comparti con gli incrementi più consistenti in termini assoluti sono quello dei servizi di alloggio e ristorazione (+3.350 unità, in linea con il 2019), la cui dinamica risente sempre positivamente della stagione estiva; le attività professionali, scientifiche e tecniche (+2.358), unico settore con una crescita oltre l’1% e in lieve accelerazione rispetto al 2019. In miglioramento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente anche le attività di servizio alle imprese (+1.829), le attività immobiliari (+1.561) e quelle dei servizi di informazione e comunicazione (+1.214). Lievissima (+0,1% come nell’estate del 2019) l’avanzata delle attività manifatturiere. Hanno chiuso il trimestre in sostanziale stallo invece l’agricoltura, la fornitura di energia e quella di acqua, gestione reti e rifiuti.

Tra le regioni è la Lombardia ad aver registrato il bilancio migliore

Il forte contenimento delle chiusure ha avuto riflessi positivi anche sui bilanci territoriali. In termini assoluti, il contributo maggiore al saldo del trimestre è venuto dal Mezzogiorno (12.828 imprese in più, il 39% di tutto l’incremento del periodo), che ha anche fatto registrare l’unico tasso di crescita superiore alla media nazionale (+0,5 rispetto a +0,4%). Un risultato frutto di quasi 30mila iscrizioni di nuove imprese, contro poco meno di 13mila chiusure nel periodo. Tra le regioni, in termini assoluti è la Lombardia (con 3.604 imprese in più rispetto alla fine di giugno) ad avere fatto segnare il bilancio più ampio, seguita da Campania (+3.461) e Lazio (+3.403). Tra le province, la maggiore concentrazione di attività economiche vede Roma in testa (con 2.653 imprese in più nel trimestre), seguita da Milano (+2.021) e Napoli (+1.748).

 

 

 

Redazione Mondo Business
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