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lunedì 22 Giugno 2020
10 punti per rilanciare il territorio cremonese
Il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, ha illustrato alla stampa il progetto di sviluppo del territorio provinciale, che è stato inviato a Regione Lombardia. Nessun riferimento a Crema e a Casalmaggiore, ma il primo cittadino assicura: «È solo un primo step»
Da sinistra, Azzali, Galimberti e Auricchio

«I frutti dell’intensa attività amministrativa cominciavano appena a germogliare quando siamo stati travolti dall’emergenza sanitaria che ha particolarmente colpito, come ben sapete, il nostro territorio». È con queste parole che inizia la lettera inviata nei giorni scorsi dal sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, a Regione Lombardia, per ribadire la giusta attenzione di cui il territorio necessita. «Non vogliamo però fermarci e la ripartenza non solo deve riannodare le fila delle importanti iniziative che avevamo messo in campo, ma deve poter contare su un rinnovato slancio che consenta di superare i nuovi ostacoli». A dimostrazione, però, che il territorio non si limita a chiedere i soldi con il cappello in mano, come ha tenuto a sottolineare il sindaco nella conferenza stampa di oggi in palazzo comunale, il comune di Cremona, insieme alla Provincia di Cremona e alla locale Camera di commercio, ha sottoscritto un documento in cui il rilancio di Cremona e del territorio nel suo complesso è articolato in dieci punti: infrastrutture; commercio e artigianato; università, giovani e innovazione; digitalizzazione; fiera; il Po; turismo e il marketing territoriale; sviluppo green e sanità e sociale.

Il primato cremonese nell’investimento sui giovani

«È per i risultati che abbiamo saputo raggiungere e dunque per il valore che possiamo offrire al resto della regione e del Paese che chiediamo un aiuto per il nostro sviluppo», ha precisato il sindaco, affiancato dal presidente della Camera di commercio di Cremona, Gian Domenico Auricchio e dal vice presidente della Provincia di Cremona, Rosolino Azzali. «Dobbiamo essere consapevoli della forza del nostro territorio e continuare a fare sistema, con un’azione di sana lobby, per potenziare il nostro marketing territoriale. Tra i dieci punti, tutti urgenti, vorrei soffermarmi sulla necessità di investire nei giovani. Il capo dello Stato, in suo recente intervento pubblico, ha evidenziato quanto questo sia fondamentale. Bene, noi a Cremona lo stiamo già facendo, grazie al nostro impegno sul versante dell’università e della ricerca e sull’alternanza scuola lavoro. Inviteremo il presidente Mattarella e il presidente Conte, che in occasione della sua visita a Cremona, aveva espresso interesse verso il progetto, che prenderà il via a settembre, del campus di Santa Monica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore».

L’urgenza di nuove infrastrutture

«Non ci spetta un aiuto solo a causa della pandemia», ha aggiunto il presidente dell’ente camerale, Auricchio. «A questo riguardo abbiamo visto che i dati del primo trimestre sono pesantissimi e sappiamo già che a luglio, quanto usciranno i dati sul secondo trimestre, la situazione continuerà a essere difficile, ma un supporto ci è dovuto anche per il credito che il nostro territorio vanta nei confronti di Regione Lombardia, dal momento che sono ormai molti anni che attendiamo risposte concrete. Il primo dei dieci punti che abbiamo sottoscritto, quello relativo alle infrastrutture, è fondamentale, così come riveste una particolare rilevanza anche il capitolo relativo a CremonaFiere, in quanto le fiere, quando ben gestite, diventano un valore economico per l’intero territorio».

Entro il 31 agosto il progetto per l’autostrada Cr-Mn

In cima alla lista delle infrastrutture di cui il territorio ha esigenza ci sono da tempo l’autostrada Cremona-Mantova, il completamento del raddoppio ferroviario Mi-Cr-Mn, con il finanziamento del tratto Piadena-Cremona-Codogno (lo scambio di lettere intercorso in questi giorni tra sindaco di Cremona e ministra delle Infrastrutture fa ben sperare ndr) e il finanziamento dei ponti. Quanto all’autostrada, il vice presidente della Provincia di Cremona, Azzali, ha sintetizzato lo stato dell’arte: «Entro il prossimo 31 agosto, la società Stradivaria, che ha la concessione dell’opera, presenterà alla Regione la rivisitazione del progetto, dopodiché attendiamo di conoscere tempi, modi e risorse per la realizzazione dell’infrastruttura».

Nessun attrito con Cremasco e Casalasco

In collaborazione con il think tank The European House – Ambrosetti, già autore del Masterplan 3C, lo studio per lo sviluppo del territorio cremonese nei prossimi anni, commissionato l’anno scorso da Associazione Industriali di Cremona e Camera di commercio di Cremona, il sindaco Galimberti ha anche presentato la brochure “Cremona, città del domani” (sotto, in allegato), una presentazione accurata del capoluogo e delle sue potenzialità attrattive per imprese e cittadini. Anche questo sarà un tassello importante per il rilancio del territorio. Tuttavia, salta agli occhi l’assenza di qualsiasi riferimento alle altre due aree del territorio provinciale, Cremasco e Casalasco. L’ennesimo esempio di mancanza di intenti tra le tre realtà? «Si tratta solo di una prima fase, che si sofferma in particolare su Cremona», chiarisce il sindaco.

Al lavoro per un marketing territoriale più esteso

«Al contempo, stiamo lavorando per costruire un marketing territoriale importante, insieme a Camera di commercio, Provincia, Associazione Industriali di Cremona e le altre categorie economiche; sarà questa la seconda fase dedicata a tutto il territorio. Ma aggiungo anche questa osservazione». Prego. «Alcuni progetti della città sono già di per sé territoriali. Il nostro investimento sulle università non appartiene solo a Cremona, ma a tutto il territorio. Non è forse vero che alcuni degli ambiti di sviluppo di un capoluogo sono per tutti e non solo per la sua città in senso stretto? E questo vale anche per altri progetti in altri luoghi della provincia. Occorre uscire da una visione secondo cui lo sviluppo di Cremona riguarda necessariamente solo Cremona».

Gionata Agisti
Di Gionata Agisti
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