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la polemica
mercoledì 27 Gennaio 2021
«Senza uno studio epidemiologico è a rischio la ripresa economica»
Il consigliere del M5S Lombardia, Marco Degli Angeli, torna a farsi sentire sul tema dello studio epidemiologico cremonese. A Cremona, il tasso di mortalità tra positivi è quattro volte quello mondiale (2,16%), pari all’8,20%: il più elevato dopo Bergamo. Quali sono i motivi e quanto ha inciso lo stato di salute pregressa?
Marco Degli Angeli

«Basta, ora più che mai vogliamo chiarezza sullo studio epidemiologico cremonese». Sulla questione torna a farsi sentire Marco Degli Angeli, consigliere regionale lombardo del M5S. «Numeri alla mano, a Cremona il tasso di mortalità tra positivi è quattro volte quello mondiale (2,16%), pari all’8,20%: il più elevato dopo Bergamo, nonché tasso più alto rispetto alla media nazionale(5%). Quali sono i motivi e quanto ha inciso lo stato di salute pregressa? Non è infatti una novità che, per Cremona, il dato di ricoveri per patologie cardiorespiratorie e per incidenza del tumore al polmone fosse molto preoccupante, come evidenziato anche da Ats. Lo diciamo da anni e l’ho ribadito anche la scorsa settimana in consiglio regionale: serve completare lo studio epidemiologico cremonese al più presto ed estenderlo ai territori cremasco e casalasco».

L’appello ai sindaci della provincia di Cremona

Degli Angeli lancia un appello ai sindaci, nel loro ruolo di garanti della salute dei cittadini: «Richiedete e sollecitate ad Ats l’implementazione di questi studi e fate sentire la vostra voce in Regione; da parte mia ci sarà il massimo sostegno. Come si può pensare di poter pianificare il futuro sanitario, ambientale ed economico dei nostri territori senza avere a disposizione questi studi? È come voler guidare un’auto senza patente. A questo proposito, sto preparando una lettera, con allegato un dossier, da recapitare a tutti i primi cittadini. Ogni nuova autorizzazione, sul nostro territorio, dovrebbe fare i conti con questi dati da incubo».

Nel 2020, nel territorio cremonese, un incremento dei decessi del 60%

Cremona batte un altro primato, non solo lombardo, ma anche nazionale: il capoluogo ha registrato un incremento del 60% di decessi nel 2020; quello comasco un 13%. Una netta differenza. «Comprendere le cause», continua Degli Angeli, «asseconda soprattutto un bisogno preminente: rispondere alle istanze dei cittadini, tutelando la loro salute. Inoltre, ritengo importante che vengano organizzati dei momenti di informazione pubblica da parte dei sindaci e da Ats: serve informazione».

Redazione Mondo Business
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