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la polemica
giovedì 26 Novembre 2020
Imprese e istituzioni a confronto sulla crisi
Cinque associazioni di categoria di Cremona si sono confrontate in diretta con i rappresentanti istituzionali del territorio per avere risposte a un'esigenza impellente: le imprese costrette a chiudere rivendicano il diritto a lavorare, essendosi attrezzate con le debite misure anti contagio

Le associazioni degli artigiani e dei commercianti cremonesi hanno indirizzato una lettera ai vertici degli enti locali e ai rappresentanti istituzionali, a vari livelli, per chiedere una cosa sola: che le attività oggi colpite dalle restrizioni possano tornare a lavorare. «Non vogliamo assistenza o ristori di sorta, termine peraltro irritante e che quando arrivano, e non tutti risultano già pervenuti, sono insufficienti, ma poter riaprire i nostri negozi e le nostre attività. Rivendichiamo il diritto costituzionale al lavoro, con tutte le misure sanitarie del caso. Del resto, ci siamo attrezzati per questo, seguendo i protocolli nazionali. Se si perde l’occasione delle feste natalizie, ci saranno 229 miliardi di euro di consumi interni persi». CNA, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e Asvicom sono state ospiti della trasmissione “La piazza”, in onda ieri sera su Cremona 1, per chiedere delle prime risposte ai rappresentanti del territorio, collegati via web.

Molte aziende sono seriamente a rischio chiusura

«Le nostre associazioni hanno deciso di unirsi, consapevoli che, insieme, possono incidere di più a favore delle categorie penalizzate», ha dichiarato Marco Cavalli, direttore della CNA Cremona. «Oggi, supportare le imprese costrette alla chiusura è una priorità, perché molte di loro, senza aiuti efficaci da parte dello Stato, rischiano davvero di non riaprire più. Nell’immediato servono due misure: un sostegno economico basato sul calo effettivo del fatturato e una serie di azioni strutturali secondo un metodo di lavoro condiviso. Speriamo anche ci sia margine per un semestre bianco fiscale. Personalmente, condivido inoltre l’idea di una web tax per i giganti di internet, che in questi mesi hanno visto crescere moltissimo le loro entrate». Cavalli ha espresso comunque apprezzamento per gli sforzi attuati dagli enti locali, che hanno cercato, nel limite delle loro possibilità, di alleviare il peso della tassazione, augurandosi che queste misure possano essere prorogate.

Gli sforzi dei Comuni e della Camera di commercio

Il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, e quello di Casalmaggiore, Filippo Bongiovanni, hanno sottolineato i rispettivi provvedimenti adottati, mentre il presidente della Provincia, Paolo Mirko Signoroni, ha garantito il suo appoggio per far valere le istanze delle categorie e per verificare che vengano date risposte concrete. Il commissario della Camera di commercio cremonese, Gian Domenico Auricchio, ha sottolineato che l’ente camerale è sempre rimasto aperto, tanto nella prima ondata quanto in quella attuale, per garantire l’adeguata assistenza e ha anticipato che nel bilancio preventivo per il 2021 si cercherà di stanziare tutte le risorse possibili per i settori più penalizzati.

Equilibrio tra tutela della salute e delle attività economiche

Il senatore del M5S, Danilo Toninelli, ha rivendicato l’impegno del Governo e l’ingente quantità di risorse erogate fino ad oggi a favore del sistema economico, chiedendo pragmatismo e non polemiche politiche. Matteo Piloni, consigliere regionale lombardo del Pd, ha invece puntato l’indice sui ritardi, da parte di Regione Lombardia, nella campagna di vaccinazione antinfluenzale, evidenziando la necessità di fare tutto il possibile per tutelare la salute con gli strumenti oggi disponibili, perché senza questo passaggio le attività produttive non possono riaprire; e, quindi, per esempio, più tamponi, test rapidi nelle scuole e tracciamento.

Le risorse di Regione Lombardia e le critiche al Governo

Federico Lena, consigliere regionale della Lega, ha ammesso la situazione di difficoltà su questo fronte, comune peraltro ad altre Regioni, e dovuta anche a un boom di richieste di vaccini antinfluenzali senza precedenti, ma ha rivendicato quanto Regione Lombardia ha messo in campo per contrastare la crisi: ultimi, in ordine di tempo, 167 milioni di euro per imprese e autonomi. L’europarlamentare di Fi, Massimiliano Salini, si è soffermato su alcune misure prese dal Governo, criticandone l’impostazione: a suo parere, il blocco dei licenziamenti impedisce a imprese e dipendenti, rispettivamente, di riorganizzarsi e di cercare un nuovo impiego in settori più dinamici in termini occupazionali. Inoltre, ha biasimato l’utilizzo del fondo europeo Sure esclusivamente per politiche passive del lavoro, invece che attive.

I soldi dell’Ue solo sulla carta e la necessità di una moratoria fiscale

I parlamentari della Lega, Simone Bossi e Silvana Comaroli, hanno rivendicato gli emendamenti presentati dal loro partito, nell’ottica di una collaborazione tra maggioranza e opposizione, ma senza alcun esito positivo, accusando anche il Governo di aver messo in bilancio 15 miliardi che dovrebbero arrivare dall’Ue, ma di cui non vi è ancora traccia. Il parlamentare del Pd, Luciano Pizzetti, ha infine invitato a considerare che le misure adottate dall’Italia per far fronte all’emergenza sanitaria, pur con molti difetti, sono le stesse attuate anche da altri Paesi europei, con due differenze: in certi casi l’attività in presenza nelle scuole è proseguita, anche per via di un più moderno sistema di trasporto pubblico, e i ristori sono stati erogati sulla base del calo di fatturato; in Germania, in questo modo, si è indennizzato fino al 75% del mancato introito. Anche per Pizzetti occorre impegnarsi per una moratoria fiscale.

Redazione Mondo Business
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