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giovedì 17 Giugno 2021
Decreto Sostegni: ristori “bruciati” per pagare le tasse di giugno
Se con i due decreti “Sostegni” approvati nei mesi scorsi il Governo Draghi sarà chiamato a erogare a imprese e partite Iva 21,4 miliardi di euro circa di contributi a fondo perduto, per contro, le attività economiche verseranno all’erario quasi 19 miliardi di euro entro la fine di questo mese. A segnalarlo è l’Ufficio studi della Cgia.

«È evidente che stiamo mettendo a confronto solo i saldi. Tuttavia, se con una mano ti danno i ristori e con l’altra se li prendono quasi tutti indietro attraverso le tasse, per lo Stato non cambia nulla, ma per tantissime piccole attività, spossate dalla crisi, le difficoltà sono destinate ad aumentare, alimentando il sospetto tra gli imprenditori di essere vittime di una grande beffa», commentano dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre. «Ovviamente, tra le imprese e le partite Iva che saranno chiamate a onorare le scadenze fiscali ci sono quelle che hanno ricevuto o riceveranno i ristori, perché beneficiarie delle misure messe a punto dal Governo, ma anche quelle che grossi problemi dal Covid non ne hanno subiti e quindi non hanno ricevuto né riceveranno alcun contributo a fondo perduto».

Si stima una riduzione dell’11,5% dei ricavi delle società

Da un punto di vista metodologico, la stima del gettito fiscale (pari a 18,9 miliardi di euro) è stata calcolata ipotizzando che il numero delle imprese paganti in questo mese di giugno sia in linea con quello registrato negli anni precedenti. Inoltre, alla luce dei dati presentati nei mesi scorsi dal ministero dell’Economia, relativi alla fatturazione elettronica 2020, si è stimata una riduzione dell’11,5% dei ricavi delle società (Snc, Srl, Spa, ecc.) e del 4,6% delle persone fisiche (ditte individuali). Nel calcolo del gettito riconducibile alla prima rata dell’Imu 2021, infine, la stima è stata diminuita di 445 milioni di euro, che corrispondono alle esenzioni introdotte dal Governo a beneficio di alcune attività duramente colpite dalle misure di confinamento introdotte nei mesi scorsi (alberghi, pensioni, fiere, cinema, discoteche, teatri, ecc.).

La proposta di un taglio di tasse e imposte per tutto l’anno

Se, verosimilmente, gli aiuti dei due decreti “Sostegni” verranno “bruciati” per onorare le scadenze fiscali del solo mese di giugno, la Cgia torna a ribadire la necessità di un azzeramento del carico fiscale per l’anno in corso. «Questo taglio generalizzato di tasse e imposte erariali per tutto l’anno in corso costerebbe al fisco tra i 28 e i 30 miliardi di euro, una stima che è stata calcolata ipotizzando di consentire a tutte le attività economiche con un fatturato 2019 al di sotto del milione di euro di non versare per l’anno in corso l’Irpef, l’Ires e l’Imu sui capannoni. Queste piccole aziende, in attesa della tanto agognata riforma fiscale, dovrebbero comunque versare le tasse locali, in modo tale da non provocare ulteriori problemi di liquidità ai sindaci e ai presidenti di Regione. Con un fisco più leggero, nella seconda parte dell’anno potrebbero operare con meno ansia, meno  stress e più serenità. Non solo ma, con 28 o 30 miliardi risparmiati, metteremmo le basi per far ripartire stabilmente l’economia del Paese».

Redazione Mondo Business
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