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La buona notizia
lunedì 31 Maggio 2021
L’Italia inizia il lungo sentiero stretto di risalita
Il Centro studi di Confindustria registra un Pil avviato sulla buona strada. L’industria è solida e la produzione continua ad andare avanti, mentre qualcosa si muove anche nei servizi, con i primi segnali positivi dalle riaperture. In Italia i consumi sono deboli ma vicini alla svolta e anche l’inflazione resta ancora bassa. C’è creazione di lavoro, i dati sono positivi per gli investimenti e l’export è in salute.

Maggio si è confermato per l’Italia il mese dei graduali allentamenti delle restrizioni anti-Covid, grazie anche al ritmo significativo delle vaccinazioni. Ciò rende possibile nel secondo trimestre un primo, piccolo, aumento del Pil, cui seguirà un forte rimbalzo nel terzo e quarto trimestre, pari a oltre il 4%, che si consoliderà grazie all’impatto che verrà dagli investimenti finanziati dal piano europeo Next Generation Eu. La produzione industriale è rimasta stabile a marzo (-0,1%), peggio delle attese, chiudendo il primo trimestre al +0,9%. Il trascinamento statistico nel secondo trimestre è nullo e in aprile si stima una tenuta, ma è comunque prevista una variazione positiva nel trimestre: le attese di produzione sono in deciso aumento e le scorte in rapido decumulo; ciò indica una domanda oltre le previsioni e un necessario riaccumulo di stock, che sosterrà la produzione.

Qualcosa si muove nei servizi

L’attesa ripresa della domanda dovrebbe iniziare a materializzarsi a maggio, spostando i consumi verso i servizi, finora condizionati dalle misure anti contagio. L’aumento della domanda nei servizi, che è previsto accentuarsi nel trimestre estivo, è spiegato dalla ripresa dei viaggi e dei consumi fuori casa, oltre che dalle riaperture nei settori legati alla filiera del turismo e della cultura (musei, gallerie d’arte). I dati sulle comunicazioni obbligatorie mostrano anche una lenta ripresa del mercato del lavoro in Italia. Tra gennaio e aprile sono state create circa 130mila posizioni di lavoro, al netto delle cessazioni, contro un dato molto negativo (-230mila) negli stessi mesi del 2020 (+260mila nel 2019). Anche le prospettive di investimento sono in netto miglioramento. Il settore del leasing, nei primi quattro mesi del 2021, registra una crescita rispetto al 2020 (dati Assilea); auto e beni strumentali hanno le performance migliori, il comparto dei beni immobili ha ripreso a crescere. Quanto ai prestiti alle imprese, frenano a marzo ma restano in crescita (+5,7% annuo).

In espansione le vendite all’estero

Anche l’export italiano è ripartito in marzo (+2,6% a prezzi costanti; +1,1% nel primo trimestre), tornando ai livelli pre-crisi. A trainare la risalita sono state le vendite nei Paesi Ue; più deboli quelle extra-Ue, che però sono rimbalzate in aprile (+7,3% in valore). Sono in espansione le vendite all’estero di beni intermedi e di consumo, in risalita quelle extra-Ue di beni di investimento in aprile; in aumento i prezzi di vari input produttivi importati. Buone le prospettive, date anche le graduali riaperture in Europa e Usa, confermate dall’ulteriore miglioramento degli ordini manifatturieri esteri a maggio. La dinamica dei consumi delle famiglie è stata debole fino ad aprile, a causa dell’incertezza sulla crisi sanitaria e delle misure di contenimento in atto per fermare l’epidemia di Covid. La spesa, pur avendo recuperato in parte, appare lontana dai livelli pre-crisi. L’indicatore dei consumi di Confcommercio risulta in marginale arretramento in aprile: è aumentato del 45% rispetto a un anno prima, ma segna un -23% rispetto ad aprile 2019. Le immatricolazioni di auto in aprile si sono attestate a circa 145mila, contro le 4mila di aprile 2020, quando l’Italia era in pieno lockdown, ma rispetto ad aprile 2019 i livelli sono ancora inferiori del 17%.

La fine delle restrizioni ha rilanciato i consumi

L’accelerazione recente della campagna vaccinale e gli effetti positivi sulla curva dei contagi hanno consentito da fine aprile di allentare pian piano le restrizioni. Perciò, da maggio è attesa una graduale ripresa della spesa delle famiglie. La fine delle restrizioni ha rilanciato la fiducia dei consumatori, salita quasi ai livelli di febbraio 2020. Le riaperture delle attività nei servizi determineranno uno spostamento della spesa verso quei settori che erano stati fortemente penalizzati dalle restrizioni. Il recupero, però, potrebbe non essere rapido, né completo. Secondo una recente indagine di Banca d’Italia, circa il 60% delle famiglie dichiara difficoltà ad arrivare a fine mese  (10 punti in più rispetto alla situazione pre-pandemia). La stessa indagine mostra che circa il 40% dei nuclei familiari ha speso meno del reddito annuo nel 2020, riuscendo così ad accumulare risparmio. Però, solo un terzo di questo risparmio verrebbe consumato nel corso del 2021. Secondo stime del Centro studi di Confindustria, l’eccesso di risparmio “forzato”, accumulato nel 2020 dalle famiglie che non hanno sofferto un crollo del reddito, ammonta a circa 26 miliardi di euro.

Brusca compressione dei margini operativi nell’industria

Tale risparmio rappresenta una risorsa che potrà alimentare il rimbalzo dei consumi già da questa primavera, ma soprattutto in estate, se i contagi continueranno a ridursi. Tuttavia, gli effetti permanenti della crisi sanitaria sui comportamenti degli individui tenderanno a frenare una piena ripartenza dei consumi. La dinamica quasi piatta dei prezzi finali dei beni industriali fotografa la difficile situazione delle imprese italiane, che fanno molta fatica a trasferire a valle i forti rincari internazionali delle materie prime che importano per produrre, e ciò proprio a causa dei consumi deboli in Italia. Questo sta determinando, nella prima metà del 2021, una brusca compressione dei margini operativi nell’industria, complicando ulteriormente una situazione già difficile in termini di flusso di cassa delle imprese.

Redazione Mondo Business
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