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mercoledì 12 Maggio 2021
Cambio di passo per la liuteria cremonese, sempre più internazionale
Salvaguardare il saper fare liutario tradizionale cremonese, perché la trasmissione del metodo perduri nel tempo: è intorno a questo articolato tema che si è svolto l’incontro dedicato ai liutai, lunedì, all’Auditorium del Museo del Violino di Cremona, per fare il punto sullo stato di salute del saper fare liutario oggi. Tema conduttore: la necessità di integrare tradizione e innovazione

Frutto di un processo cominciato nel 2012, con l’iscrizione del saper fare liutario nella lista rappresentativa degli elementi immateriali Unesco, il Piano di salvaguardia ha definito la propria fisionomia negli ultimi mesi, attraverso una serie di confronti preparatori che l’Ufficio per l’Unesco del comune di Cremona ha organizzato con varie realtà cittadine: le istituzioni musicali, i rappresentanti del Distretto della liuteria e la sua cabina di regia. Ora il passaggio cruciale con la comunità dei liutai, per presentare quello che di fatto si connota come un sostanziale cambio di passo: da una gestione locale a una multilivello, che coinvolge il territorio, il Governo e realtà internazionali: Europa e Unesco.

Rendere sempre più forti gli artigiani cremonesi nel mondo

La Convenzione del 2003 stabilisce che le comunità patrimoniali di ogni elemento – in questo caso i liutai e le istituzioni che con la liuteria hanno a che fare in modo diretto o indiretto – si riuniscano e si confrontino per mettere a fuoco criticità e rischi, e per elaborare un insieme di azioni da intraprendere a sua salvaguardia. «Il saper fare liutario tradizionale cremonese è una tradizione viva, patrimonio culturale dell’umanità intera», ha esordito il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti. «In questi anni è stato fatto tantissimo lavoro, puntando sul rafforzamento di tutte le istituzioni culturali e sulla vicinanza ai liutai, anche con percorsi e cammini di crescita della conoscenza e delle competenze scientifiche. Il Piano di salvaguardia aiuterà a rafforzare le scelte e a farne di nuove, per rendere sempre più forti i nostri artigiani artisti, vanto della città nel mondo. Desideriamo che il nostro saper fare continui saldamente a essere trasmesso nel tempo, proprio come ci chiede la Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, ratificata dall’Italia nel 2007».

Possibile utilizzo, anche per la liuteria, dei marchi Dop e Igp

«Sul fronte giuridico, gli strumenti di protezione della pratica attualmente esistenti sono la protezione Unesco e il marchio collettivo Cremona liuteria», ha precisato Benedetta Ubertazzi, facilitatrice Unesco ed esperta giurista, «cui potrebbero aggiungersi, per la prima volta riconosciute a prodotti non agricoli, le denominazioni Dop e Igp. Dove le comunità fanno sentire in modo chiaro i propri bisogni, le istituzioni rispondono e associazioni e istituzioni territoriali, nazionali e sovranazionali sono concretamente in ascolto». Tre, dunque, sono le azioni che verranno portate avanti nei prossimi mesi, illustrate dall’antropologa e facilitatrice Unesco, Valentina Lapiccirella Zingari: «L’elaborazione e la diffusione di questionari a tutti i liutai, per una capillare presa di parola; la ricerca economica, giuridica e storica, e l’organizzazione dei tavoli di lavoro secondo un calendario di dieci incontri, che sarà definito con le comunità e che sarà organizzato da settembre 2021 a giugno 2022, con cadenza mensile».

Redazione Mondo Business
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