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La buona notizia
venerdì 11 Giugno 2021
Anche Bankitalia conferma: l’Italia sta tornando a crescere
Bankitalia ipotizza che un andamento della campagna vaccinale in linea con i piani consenta di rimuovere gran parte degli ostacoli alla mobilità entro la fine del 2021; che la ripresa del commercio mondiale si traduca in una robusta crescita della domanda estera per i beni prodotti nel nostro Paese (ipotizzata pari all’8,8% nel 2021 e in media attorno al 5% annuo nel successivo biennio) e che le condizioni monetarie, finanziarie e di accesso al credito restino molto accomodanti, con rendimenti a lungo termine che si mantengono molto contenuti.

Secondo Bankitalia, la crescita dell’economia italiana si rafforzerebbe con decisione nella seconda metà dell’anno in corso, risultando ampiamente superiore al 4% nel complesso del 2021, e proseguirebbe su ritmi elevati nel successivo biennio. I livelli di attività precedenti la pandemia sarebbero recuperati entro il prossimo anno. Questa stima non incorpora i dati sul primo trimestre diffusi dall’Istat il 1°giugno, tenendo conto dei quali la crescita per il 2021 sarebbe più elevata di oltre mezzo punto percentuale rispetto a quanto riportato da Bankitalia. Questo profilo di crescita è fortemente dipendente dall’efficacia delle misure di sostegno e rilancio finanziate col bilancio nazionale e con i fondi europei, tra cui quelle delineate nel Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Proiezioni di crescita più elevate rispetto alla rilevazione di gennaio

Il complesso di queste misure innalza il livello del Pil di circa 4 punti percentuali nel triennio di previsione. Agli effetti del Pnrr è attribuibile metà di questo impatto; ciò riflette l’ipotesi che gli interventi, in particolare gli investimenti, siano realizzati senza significativi ritardi e siano efficaci nel sostenere la capacità produttiva del Paese. Rispetto alle precedenti proiezioni, pubblicate nel Bollettino economico di gennaio, le stime di crescita sono più elevate sia nel 2021 sia nel 2022. La revisione al rialzo riflette principalmente gli effetti di stimolo provenienti dalle ulteriori misure di sostegno introdotte dal Governo negli ultimi mesi e dalle informazioni più aggiornate circa l’utilizzo dei fondi europei, contenute nel Pnrr recentemente inviato alla Commissione europea. In queste proiezioni la ripresa dell’economia è trainata innanzitutto dagli investimenti, che si espandono in misura accentuata, grazie all’attenuarsi dell’incertezza circa le prospettive di domanda (come confermato dalle indagini più recenti di Bankitalia), alle favorevoli condizioni di finanziamento e al sostegno proveniente dalle misure programmate nell’ambito del Pnrr.

Il numero di occupati tornerebbe a crescere già da questo trimestre

I consumi tornano a crescere in modo più graduale, con un tasso di risparmio in discesa rispetto al 2020, ma ancora superiore ai livelli pre-pandemia. La ripresa delle esportazioni, in linea con l’andamento della domanda estera, è trainata dagli scambi di beni, mentre sarebbe più graduale il recupero dei flussi turistici internazionali. Sul mercato del lavoro, il ritorno alla crescita si riflette in un analogo aumento delle ore lavorate, che tornerebbero entro il 2023 sui livelli precedenti la pandemia. Il numero di occupati, che nel 2020 si era ridotto in misura molto più contenuta, grazie alle misure di sostegno all’occupazione, riprenderebbe a crescere dal trimestre in corso; dopo una diminuzione dell’1,2% nella media di quest’anno (che riflette la caduta già registrata nel primo trimestre), si riporterebbe sui livelli del 2019 entro la fine del triennio di previsione.

Gli ostacoli da evitare lungo il cammino della ripresa economica

Dopo la lieve discesa dei prezzi nel 2020, l’inflazione al consumo tornerebbe positiva, riflettendo il riavvio dell’economia globale, il rincaro delle materie prime e il progressivo riassorbimento dei margini di capacità inutilizzata, ma resterebbe contenuta, pari all’1,3% quest’anno e su livelli simili nel prossimo biennio. I principali elementi di incertezza che circondano queste proiezioni sono legati alla progressione della pandemia e all’efficacia e alla qualità delle politiche di sostegno. Un maggiore o minore successo della campagna vaccinale, a livello nazionale e globale, può riflettersi significativamente sulle aspettative, sui consumi e sul ritmo degli investimenti privati. Le stime qui presentate presuppongono inoltre che non vi siano significativi ritardi nell’implementazione dei progetti del Pnrr e degli investimenti pubblici, che indebolirebbero la ripresa; per contro, sviluppi più favorevoli potrebbero registrarsi qualora la qualità degli interventi assicurasse un più rapido aumento della fiducia connessa agli effetti dei progetti del Pnrr sul potenziale dell’economia.

Redazione Mondo Business
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